06 marzo 2012

la mala educacion

Non so come fare a far capire ad alcuni colleghi che le informazioni passate in corridoio o in pausa pranzo son destinate all'oblio ... non dico che mi serva un cablogramma, son una donna fortunata e ho avuto la fortuna di essere adulta nel 21mo secolo quindi di poter fruire di un mezzo meraviglioso come le email oltre a varie forme di chat aziendale e non. Trovo che la mail sia anche una manifestazione di rispetto del tempo altrui. Tu la scrivi, io la leggo quando ne ho il tempo e la predisposizione mentale e grazie a questo posso fare quello che mi stai chiedendo. Non so come sia successo ma la maleducazione è diventata la norma. Forse proprio per colpa di altri mezzi di comunicazione propri del 21mo secolo ? Ma io ricordo che da piccina mi si ripeteva spesso "non interrompere" a scuola mi hanno insegnato ad alzare la manina e aspettare il mio turno. Mentre ora con sempre maggiore frequenza mi ritrovo in situazioni tipo: stai parlando con un collega e un'altro che passa davanti al tuo ufficio ti intravede, in quel momento probabilmente gli viene in mente qualcosa che deve dirti, che probabilmente avrebbe dovuto dirti anche qualche ora prima ma che nel vederti diventa impellente quindi senza porsi il problema di disturbare si affaccia e alzando l'indice, lancia uno sguardo al tuo interlocutore, sovrapponendo la sua voce alle vostre (che stavate appunto parlando), dice "scusa solo un secondo .. " e senza aspettare risposta ti butta li una domanda o, ancora peggio, un "dopo quando hai un attimo vieni da me che devo dirti una cosa ..." ... A volte la mia prontezza fa si che sul "scusa solo un secondo ... " io riesca a rispondere "no ora no, più tardi" altre volte non ce la faccio, ne esco sfinita e poco incline all'educazione a mia volta. Mi succede a volte anche con qualche commessa alla quale stai chiedendo informazioni su qualche prodotto e arriva qualcuno che pensando forse che le sue informazioni, come se premettere la frase "solo una cosa" fosse un jolly per passare avanti. Mi fa davvero impazzire. !

29 febbraio 2012

Disordine

E' una lotta impari, quella tra me e l'ordine, qualche battaglia forse l'ho anche vinta io, ma alla fine la guerra credo che la perderò. Non me ne accorgo neanche ma la "materia" si accumila ed espande attorno a me. Il mobiletto all'entrata attrae foglietti, bottoni, giochini, chiavi vecchie che ogni tanto finiscono nel suo stesso cassetto, trasferendo solo il disordine fino a quelle due volte all'anno in cui ci si mette mano. Forse dipende anche dalla mia attitudine a non buttare via quasi niente. Sono un'accumulatrice. E' poi da piccola mi hanno insegnato a non sprecare, a finire tutto nel piatto, a non buttare il pane a riciclare i vestiti smessi di mia sorella più grande a tenere i sacchetti per l'immondizia ... Quindi io non butto, conservo, metto via. Così a volte anche il frigorifero accumula, piccoli avanzi, culi di salami mummificati, formaggi ormai alla fine ai quali hai deciso di dare una chance. Vasetti di ogni tipo, senape marmellata sottaceti (che tra l'altro odio) olive atomiche che sembrano conservarsi per l'eternità. Ma quello che davvero è ingestibile è il cassettone delle verdure. Io in realtà ne ho due. Sono i cassetti dell'oblio, qualunque cosa finisca li dentro verrà dimenticata fino a quando non farà prepotentemente sentire la propria presenza attraverso dei miasmi inconfondibili che tra l'altro contamineranno anche buona parte del contenuto del frigorifero. Durante l'ultima pulizia, mentre debellavo la muffa e estraevo dal fondo del cassetto qualcosa che ormai non riuscivo più a identificare, ho quasi deciso di farne a meno. Basta, li butto via e lascio due vani aperti, liberi da dove le verzure possano far capolino e rammentarmi della loro presenza prima che sia troppo tardi. L'ho quasi deciso ... quasi .... Elena

20 febbraio 2012

Campioni omaggio

Ieri sotto la doccia ho voluto provare uno di quei campioncini omaggio .. quelli che trovi anche attaccati alle riviste, a me sono arrivati a seguito di un acquisto online. Io a volte mi chiedo, ma chi progetta crea inventa o semplicemente produce, non le prova le cose che fa? Sono delle bustine con una tacchetta per aprirle che risulta praticamente inapribile se hai le mani bagnate e insaponate. A me la bustina sgusciava guizzando come se stessi cercando di staccare la coda ad una pesce rosso, e dopo alcuni tentativi e svariati improperi contrariamente a quanto raccomando sempre a mio figlio, ho addentato la bustina e l'ho aperta utilizzando i poveri incisivi e una buona dose di determinazione. Mi sono immaginata al pronto soccorso con la mascella fuori posto a cercare altre giustificazioni che non fossero "stavo aprendo un campioncino di shampooo". Il prodotto era buono, pochissimo considerando la mia chioma ma onestamente ad aprirne un altro non ci pensavo nemmeno!

12 gennaio 2012

Italianità

Ieri sera ho guardato Panam ... un grazioso telefilm ambientato negli anni 50/60 che ruota attorno ad alcune Hostess e alla loro vita. Carino Ad un certo punto le hostess sono a Roma e in 20 secondo di inquadratura di una strada del centro riescono a far vedere un ingorgo di auto tra le quali spicca una Fiat 500 gialla, della gente che grida e un passante che attraversa la strada gesticolando con le mani in maniera davvero grottesca. Ora io che non sono così attaccata alla mia italianità, men che meno alla patria e che anzi, spesso dell'italianità provo pudore financo vergona ....mi sono letteralmente rotta le palle di queste rappresentazioni macchiettistiche. Mi son rotta che se si parla di un italiano in un film o peggio telefilm americano si vedano solo degli uomini mori bassi tozzi con accento siculo che pensano solo alla mamma e alle polpette. Se non sono mafiosi ovviamente che pare l'esportazione più frequente della nostra italianità. Poi se ci mettiamo il doppiaggio per il quale ti sembra sempre di essere al cospetto del Padrino o dei Soprano .... Insomma in una produzione di qualità si potrebbe anche uscire un po' da questi miserrimi schemi no? Poi penso che da noi, ogni doppiato di lingua francese viene trasformato nella pantera rosa ..... e mi sconsolo ancora di più .... By! Piperita

15 novembre 2011

Non sopporto ...

Non sopporto le pubblicità che sembra sempre ti vogliano insegnare qualcosa, a liberarti dal lusso, a dire sempre di si, o a dire di no, a trovare te stessa a usare la fantasia ... Ormai tutti se vanno in TV diventano filosofi, per esempio un cuoco non è che cucina, ma fa delle opere d'arte, delle esperienze di gusto, dei percorsi ... idem per gli stilisti, dopo ogni sfilata li intervistano i loro vestiti non è che servono a vestirsi, ma a ritrovarsi, perchè la donna si senta finalmente libera di esprimersi, consapevore del proprio corpo .... e l'uomo forte libero sicuro felice .... I calciatori giocano per i tifosi I cantanti cantano per esprimersi Gli attori recitano per comunicare I politici per il bene del paese Solo noi lavoriamo per la pagnotta?

30 settembre 2011

Cortesie per gli ospiti N.Y.

Ma insomma i partecipanti di questa edizione son tutti desiners, stilisti, grafici .... ma della gente normale no?!?!?!

16 maggio 2011

La vecchiaia

Son qui tranquilla in ufficio, tra un preventivo e un ordine e la radio mi propina Ligabue con la sua ultima canzone "Il meglio deve ancora venire" ...
Allora mi son venuti in mente altri attempati cantanti come Vasco "Io sono ancora qua" o Pezzali "Il mio secondo tempo" ... ma cos'è? Automotivazione?
Il secondo tempo ... son ancora qua ... il meglio deve venire ... che tristezza! E poi che il meglio debba ancora venire ... mah vediamo dai ...
Forse avrei preferito: "Mi son tanto divertito adesso me la godo", "l'ho scampata bella" e "speriamo di non fare autogol" .... ma si sa, io son acida e troppo pragmatica :)

 Ciao!
Pipe